Storia di un uomo e la sua ombra

di Principio Attivo Teatro
con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei e Leone Marco Bartol
regia di Giuseppe Semeraro
musiche originali eseguite dal vivo da Leone Marco Bartolo
luci Otto Marco Mercante

“Storia di un uomo e della sua ombra” è un cartone animato in bianco e nero, un film muto con due attori in carne e ossa. La scena si apre su un vuoto, nessun oggetto sul palcoscenico, solo la luce che lentamente cresce. Irrompe un personaggio che rappresenta una persona qualunque e che lentamente si costruisce il proprio destino e il proprio futuro intorno a una casa invisibile, disegnata sulla scena con semplici linee bianche. Una figura inattesa viene a turbare i propri piani e inizia a mutare la normale vita dello spensierato uomo.

La parabola e la dinamica tra i due personaggi ci descrive in maniera semplice e diretta i conflitti tra gli esseri umani; tra il bianco e il nero, tra il buono e il cattivo, tra un uomo e la sua ombra.

Con pochissimi artifici scenici e l’originale uso della musica dal vivo si racconta una storia vecchia come il mondo che si dipana tra conflitti, equivoci e gag divertenti e poetiche allo stesso tempo. Il linguaggio usato è quello del teatro fisico, della clownerie e dei film muti.


L'orchestra invisibile

Azione mimica
di e con Matteo Belli

Chi dirige il direttore d’orchestra?

Se “chi” è complemento oggetto, potremmo rispondere “gli orchestrali”, ma se “chi” è soggetto, stiamo alludendo a qualcuno o qualcosa capace di determinare, influenzandolo, l’operato di un direttore che, a questo punto, diventerebbe un tramite, uno strumento nelle mani di quel qualcuno o quel qualcosa.

Questa è la domanda che si pone il presente brano mimico di Matteo Belli, che mette in scena una sorta di creatura “panica”, capace di percepire le influenze più diverse ed eterogenee e farle interagire con i suoni, le note, gli accordi, il ritmo e il fraseggio del brano che si trova a dirigere e che si trasforma in uno spartito forse casuale, sicuramente intessuto di caos e di cosmos, di ordine e di confusione, di alea e di destino, di fortuna e di volontà, tutti vettori di un Progetto che può sembrare imperscrutabile ma che, nell’apparente imprevedibilità degli eventi, si rivela in grado di organizzare gli accadimenti più disparati come interpreti di una concordia superiore, risonante di una forma di bellezza che, pur nell’apparente divergenza dal piano originario di un concerto che sembra abortire da un momento all’altro, sovrintende, invece, ogni minimo dettaglio di questo sinfonismo folle ma assolutamente armonico.