Con Grazia
Con Grazia
Trova la differenza
di e con Rossella Dassu
Suono Marianna Murgia
In un gelido inverno del 1926 Grazia Deledda riceve il premio Nobel per la letteratura, dimostrando al mondo intero che anche le donne possono accedere a spazi ritenuti fino ad allora di appannaggio esclusivamente maschile. Se si considerano le origini della scrittrice, la sua capacità di affermarsi all’interno dell’universo letterario dell’epoca diviene emblema dell’inizio di una crisi della società patriarcale. Una società di cui lei stessa mette in evidenza le contraddizioni, attraverso narrazioni tutte al femminile, in cui le protagoniste pretendono di essere autrici del loro destino, contro le aspettative della comunità all’interno della quale si trovano ad agire. Riproporre le parole della scrittrice sarda, in occasione del centenario dell’assegnazione del premio Nobel, vuole essere un’ occasione per mettere l’accento su quanto la determinazione ed il coraggio possano essere potenti strumenti di emancipazione. A Partire dal romanzo autobiografico “Il paese del vento” del 1931, il pubblico viene accompagnato alla scoperta dei delicati equilibri che caratterizzano le relazioni. Il giorno del suo matrimonio, diretta verso la meta di villeggiatura del suo viaggio di nozze, Nina, una giovanissima donna, entra casualmente in contatto con una maschilità che la porta a far vacillare la fiducia nei confronti dell’amore stesso. In questo viaggio fisico e metaforico, l’eroina deleddiana torna indietro nel tempo, a quel primo amore in cui si possono riconoscere tutte le ingenuità di un immaginario romantico di stampo patriarcale, tipico della fine del secolo scorso.
Lo spettacolo si sviluppa a partire dal desiderio di materializzare la letteratura, trasferendo la pagina scritta sul corpo attoriale, invitando il pubblico ad un ascolto intimo e confidenziale, tipico dei racconti del focolare che hanno profondamente segnato l’immaginario narrativo della scrittrice sarda.
A seguire
TROVA LA DIFFERENZA
Incontro con l’attrice
Si parte dal ruolo emblematico di Grazia Deledda nella letteratura dell’epoca, mettendo l’accento su alcuni passaggi storici determinanti per l’emancipazione femminile (diritto al voto, abrogazione di Jus corrigendi e Matrimonio riparatore) per poi invitare il pubblico ad intervenire su quanto l’immaginario collettivo relativo ai sentimenti si sia modificato nell’ultimo secolo (valore della verginità e del matrimonio, aspirazioni, religiosità). Obiettivo del dibattito è quello di far emergere il ruolo condizionante degli gli stereotipi di genere nelle relazioni affettivo sentimentali.
Durata dello spettacolo 40 minuti
Rossella Dassu, attrice e formatrice teatrale, vive e lavora a Bologna dal 97. I suo percorso artistico inizia nel 93 con la compagnia cada die teatro. Nel 97 consegue il diploma di attrice nel corso di formazione triennale europeo del C.R.S.T. di Pontedera. Dal 2000 intraprende un percorso di studio e ricerca nella formazione teatrale rivolta a infanzia, adolescenza e personale educativo, elaborando un metodo basato sull’incontro tra diverse tecniche e discipline espressive. Dal 2007 la sua ricerca verte sulla possibilità di fare dell’arte scenica uno strumento di contrasto di tutte le forme di discriminazioni, con particolare attenzione alla violenza di genere. Diverse sono le sue produzioni, di cui è autrice e interprete, ispirate a note figure femminili e alla riscrittura delle grandi narrazioni classiche. In campo educativo sperimenta nuovi formati che fanno del linguaggio teatrale uno strumento per il coinvolgimento di adolescenti e ragazzi su temi quali le relazioni affettivo sentimentali, gli stereotipi, le discriminazioni e la violenza di genere. Le sue formazioni rivolte a docenti e personale educante, propongono la grammatica teatrale come strumento per una più efficace osservazione del linguaggio e della comunicazione, nel contrasto degli stereotipi di genere in ambito scolastico.
In carne
In Carne
Di e Con Rossella Dassu
Regia Suono e Voice Over Marianna Murgia
Luci Luca Piga
In Carne è un gioco di specchi, un dispositivo riflettente che invita il pubblico ad entrare nella carne dell’attrice per condividerne la prospettiva, una prospettiva da cui nessuno è escluso: quella del tempo che passa. In un gioco che oscilla tra rappresentazione e verità, scandito da una sequenza di esercizi fisici ossessivamente mirati alla corsa contro il tempo, il corpo dell’attrice diventa palcoscenico dell’esistenza umana, luogo di lacerazione ma anche di cinica ironia. Quel corpo cagionevole, mutevole, fragile, non sempre in grado di rispondere alle aspettative di una società basata sull’immagine che fa della bellezza e della giovinezza i principali valori del successo. Quel corpo gettato nel mondo, attrezzato di un pensiero e di un linguaggio non adeguati ad esprimere il paradosso dell’esistenza umana. Quel corpo troppo magro, troppo grasso, troppo vecchio, comunque colpevole di essere corruttibile. In una dimensione
ambigua che oscilla tra una sala prove dove sta creando uno spettacolo ma anche una camera da letto in cui si prepara per uscire, l’attrice riflette sul senso dell’esistenza e sulle conseguenze che l’età genera nella vita di una donna, in dialogo costante con una sorta di alter ego immateriale che potrebbe essere un’amica al telefono ma anche la sua coscienza femminista o l’intelligenza artificiale. Slittando da confine a confine, la performance esplora la corporeità, alla ricerca di una via di fuga, di un infinito capace di contenere il proprio grido d’esistenza, nel tentativo di accettare la propria corruzione e la propria fine. Perché essere in – carne – nate è un’esperienza che col passare del tempo si fa sempre più difficile.
Durata 50 minuti
Necessità tecniche
Uno spazio scenico di m.6 x m. 5
Impianto audio
Impianto luci
L’ Associazione Culturale Ca’Rossa nasce nel 1997 con l’obiettivo di promuovere le arti sceniche, attraverso l’organizzazione di rassegne e progetti didattici. Le sue iniziative sono finalizzate alla promozione di una cultura inclusiva e alla valorizzazione delle differenze con particolare attenzione all’universo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Collettivodue mescola le esperienze teatrali e musicali di Rossella Dassu e Marianna Murgia, realizzando spettacoli in cui suono, gesto e parola si intrecciano, ricercando nuove trame sceniche. I suoi progetti artistici mettono al
centro la complessità dell’essere, attraverso nuove voci e nuovi sguardi spesso declinati al femminile.




















