di StalkerTeatro
Progetto e regia di Gabriele Boccacini
Musiche originali eseguite dal vivo di Riccardo Ruggeri
Performers Stefano Bosco, Silvia Sabatino, Gigi Piana, Orlando Bosco
Direzione tecnica di Sancio Sangiorgi
Un intervento urbano interattivo, un gioco emozionante adatto a tutto il pubblico, un'installazione/performance dal forte impatto visivo e musicale.
Partendo dall’idea di “abitare” i luoghi del quotidiano, i performer con la collaborazione degli spettatori creano un’originale costruzione scenica, un'architettura ambientale essenziale, colorata e partecipata.
Gli spettatori si ritroveranno così catturati in una sorta di happening, evento unico e irripetibile che fonde gli elementi della creazione artistica e del gioco collettivo, del rito comunitario e della festa.
di Angelo Facchetti e Francesca Franzè per Teatro Telaio
scenografia realizzata da Giuseppe Luzzi
ambientazioni sonore di Alessandro Calabrese
scenotecnica di Alessandro Calabrese e Asnesio Bosnic
sarta Laura Montefusco
Arcipelago è un’installazione teatrale agita e resa viva dai bambini stessi.
I bambini vengono immersi in un contesto simbolico in cui possono riconoscere alcune metafore dentro le quali orientarsi. Un viaggio che speriamo aiuterà i bambini ad elaborare alcune emozioni ed esperienze di vita, personale o collettiva, che possono aver lasciato una traccia nel loro io più profondo.
L’operatore accoglie i bambini in una prima stanza (o un ambiente protetto) in cui egli fornirà loro delle indicazioni ma non un rigido canovaccio da seguire e proporrà alcune suggestioni. A quel punto, i bambini, a piedi nudi, uno alla volta, sono pronti per entrare in un’altra stanza, ampia e scura, dove a fare luce è solo un piccolo arcipelago, composto da diverse isole: piccole unità sparse sul pavimento/mare, pronte ad accogliere un solo naufrago per volta.
Giunto di fronte a una delle isole, ogni bambino deve leggere o ascoltare una domanda o la consegna che vi trova custodita e lì vivere il contatto intimo ed esclusivo con l'installazione per lui pensata.
Alcune installazioni prevedono un contatto, una manipolazione, un’interazione tattile e multi sensoriale. Altre si limitano alla sola contemplazione, lasciando che la vista e la percezione di un oggetto o di un micromondo siano da stimolo per elaborare una risposta o il fluire delle parole.
Terminata l'esperienza su una singola isola, ogni bambino riparte verso una nuova tappa, un’altra isola da esplorare.
Lo Slime è un materiale strano, melmoso, gelatinoso, viscido, scivoloso, appiccicoso, affascinate, controverso.È materiale allo stato puro. Con lo slime si può dipingere senza pennello, creare o rivestire oggetti senza l'aiuto di strumenti particolari o fare dei video bellissimi.
In questo workshop impareremo a fare lo slime con degli ingredienti semplici, economici e non nocivi, dopo aver imparato questa “ricetta magica” sperimenteremo le infinite possibilità creative di questo materiale: modelleremo, impasteremo, faremo sgocciolare, imbratteremo, dipingeremo, rivestiremo. Creeremo un paesaggio fantastico fatto di mani che si mescolano coi colori dell'arcobaleno molti di più.Il workshop si concluderà con un video che sarà proiettato. Il video apre una prospettiva nuova su materiali ordinari, quotidiani, che diamo per scontati.
Le mani dei bambini che mischiano e si mischiano con lo slime (che ricorda i tanti video tutorial su YouTube) mettono in discussione le definizioni consolidate di animato e inanimato, umano e non-umano creando un dialogo, una coreografia tra gli abitanti dell'antropocene. Cioè che è umano e ciò che è letteralmente “fatto” dall'Uomo si dividono democraticamente lo spazio del video, si amalgamano senza che esistano più gerarchie e mostrano quanto questi due siano strettamente legati fondendosi in un loop colorato le cui variazioni potrebbe continuare all'infinito.
Il workshop è aperto a tutti i bambini dai 6 ai 13 anni. Portate dei vestiti che si possono imbrattare, voglia di pasticciare e, se volete, piccoli oggetti da mischiare al vostro slime.
un progetto di DPArt con Danila Barone e Paolo Piano
Un piccolo viaggio in cui gli spettatori saranno protagonisti del gioco, entrando uno alla volta o a piccoli gruppi e condotti dagli “attori”, lungo un cammino tattile, sonoro e olfattivo. Un percorso sensoriale, che vuole risvegliare la memoria del corpo, ritrovare e toccare con grazia corde inconsuete, suscitare stupore e affrontare il tema delle diverse fasi della vita. Nascita, adolescenza, maturità e morte.
Come un tempo non lontano il personale era politico, oggi affermiamo con forza che l'arte e la vita sono tutt'uno. E che la vita, nel suo sviluppo apparentemente ordinario svela agli animi più sensibili e allenati inattesi squarci di straordinario. Sulla base di un concetto apparentemente semplice come questo si fonda il nostro agire artistico. La rivelazione spesso improvvisa di ben altri risvolti già presenti nell'esistente ma celati agli sguardi distratti dal contingente.