Il piccolo museo della fiaba

un progetto di Ca' Rossa Teatro
con Maurizio Bercini, Danilo Conti, Roberto Abbiati, Kuziba, Claudio Milani, Consorzio Balsamico, Antonella Piroli, Fabrizio Visconti, Johannes Schlosser, Eva Miškovičová.

Il Piccolo Museo della Fiaba è un progetto installativo di scenogafie che prevede la creazione di una mostra a carattere immersivo, incentrata sulle fiabe classiche della tradizione. Seguendo la struttura museale, il pubblico può compiere un vero e proprio viaggio nel fantastico, aggirandosi all’interno degli spazi di Villa Davia nel Borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi. In ogni stanza viene esposta una fiaba diversa con modalità e mezzi espressivi differenti. Le storie sono selezionate dalle trascrizioni dei più importanti autori come i fratelli Grimm, H. C. Andersen o C. Perrault, in modo da rimanere fedeli allo spirito di queste favole tramandate per secoli e secoli in forma orale.

Sei compagnie teatrali hanno attraversato la fiaba prescelta, traducendo in vera e propria opera d’arte il fulcro narrativo della storia. Si vuole quindi invertire una tendenza consueta: non più il linguaggio artistico a supporto dell’atto teatrale, ma l’alfabeto del teatro e della scenografia come codice espressivo dell’arte. Diventa quindi un viaggio sensoriale mirato alla creazione di uno stupore piccolo e ripetuto, perché passando da una fiaba all’altra, il viaggio cambia e si rinnova, proprio come accade nelle storie.

Anche i piccoli musei, come i racconti, partono piano, in punta di piedi, a passo leggero, a respiro sottile. Ne basta uno infatti, di respiro. C’era una volta...


Cosa pensano gli uccelli?

di Johannes Schlosser e Roberto Abbiati

Noi si pensa sempre che gli uccelli non pensano, ma non è così a differenza degli altri animali gli uccelli volano, e volando possono avere un quadro più preciso della situazione. Si, si della situazione generale. Senza dire poi che dall’alto si vede tutto meglio, e se si vede meglio, beh ti vengono i pensieri più curiosi, allegri e profondi. Il difetto è che noi non guardiamo in alto, perché se guardassimo in alto qualche pensiero più curioso, allegro e profondo ci verrebbe.

Noi siamo riusciti aggirandoci in una palude piena di uccelli a farci raccontare da qualche specie rara, farci raccontare i loro pensieri del momento, li abbiamo tradotti e ve li facciamo sentire.